In tempo di bambine che vivono con lupi e lupi che risparmiano nonne e nipotine, quale miglior libro se non quello della grande Fred Vargas, pseudonimo con cui una giovane scrittire francese firma le sue opere, scritte rigorosamente in 21 giorni, nelle pause estive dal suo reale lavoro di archeozoologa.
Non avevo mai letto nessuno dei suoi libri…ma dopo questo una cosa è certa: riparerò alla mia mancanza saccheggiando le librerie e dando fondo a tutti i miei risparmi.
Come definirlo se non bellissimo? Un giallo fuori dalle righe, personaggi originalissimi, un linguaggio e una scrittura asciutta e concreta, tutti elementi che fanno amare il libro fin dalla prima pagina.
Una leggenda popolare vuole che i lupi mannari si nascondano nelle persone più insospettabili ma riconoscibili solo da una caratteristica, il corpo completamente privo di peli. A questa leggenda sembra credere l’intera popolazione di una tranquilla cittadina delle alpi francesi pur di non fare i conti con la ferocia della vita reale. Un mistero legato a una serie di omicidi e carneficine di ovili e pecorelle.
Non si può fare a meno di ammirare la capacità narrativa della Vargas che ti svela l’indispensabile, senza sprecare troppe parole, ma svelandotene il gusto e la preziosità.
Quasi accessibile. Tutto, sempre, sta in quel quasi. Se tu percorressi i 50 metri che ti separano dalla ragazza nuda nel fiume senza preoccuparti di niente e se la ragazza nuda fosse contenta di vederti, molti problemi del pianeta si semplificherebbero.

